Nella casa di fronte a me e ai miei sogni che felicità c'è sempre!
Vi abitano persone sconosciute che ho già visto senza vedere. Sono felici, perché esse non sono io.
I bambini, che giocano sugli alti terrazzi, vivono tra vasi di fiori, eternamente, senza dubbio.
Le voci che salgono dall'intimità domestica cantano sempre, senza dubbio. Sì, devono cantare.
Quando è festa qua fuori, è festa là dentro. E così deve essere laddove tutto si adatta: l'uomo alla Natura, perché la città è Natura.
Che grande felicità non essere io!
Ma anche gli altri non penseranno così? Quali altri? Non ci sono altri. Quanto pensano gli altri è una casa con la finestra chiusa, o se si apre, è perché i bambini possano giocare sulla veranda inferriata, tra i vasi di fiori che non ho mai visto quali fossero.
Gli altri non sentono mai. Chi sente siamo noi, sì, tutti noi, perfino io, che ora non sento più nulla.